mercoledì 29 maggio 2013

OPEN SPACE SCUOLA

































                                                      Per registrarsi:  http://www.doodle.com/xevxhe233s5s7q5p 

domenica 19 maggio 2013

INIZIATIVA DEL 15 GIUGNO


Si tratta di una giornata sperimentale (non interessa il numero dei partecipanti, ma piuttosto testare la validità di un nuovo formato comunicativo) realizzata in collaborazione tra Porte aperte sul web e SIAM, scuola open source software, http://blogsiam1838.blogspot.it/

Si svolgerà sabato 15 giugno presso la scuola radice Fossati, via Santa Marta 18, Milano.

Questa la formula che abbiamo ipotizzato:

- incontro in plenaria (200 posti) di max 1 ora con presentazione dei laboratori/spazi siconfronto. 5' minuti  per dire di cosa si parlerà
- attivazione di 10 spazi attrezzati per domande, approfondimenti, confronti.

Si tratta di un'iniziativa a metà tra http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Space_Technology e http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp

Della prima:
  1. Chiunque venga è la persona giusta; le decisioni che vengono prese durante il lavoro sono opera di coloro che sono presenti. Non serve quindi pensare a chi sarebbe potuto intervenire o chi avremmo dovuto invitare, è molto più utile concentrarsi su quelli che ci sono. La partecipazione all’Open Space Technology dovrebbe essere sempre volontaria, infatti solo chi ha davvero a cuore il tema in discussione si impegnerà a fondo, sia nell’affrontarlo che nelle fasi di implementazione del progetto.
  2. Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere; in una particolare situazione, con determinate persone e discutendo di un certo tema, il risultato che si otterrà è l’unico risultato possibile. Le sinergie e gli effetti che possono nascere dall’incontro di quelle persone sono imprevedibili ed irripetibili, per questo chi conduce un Open Space Technology deve rinunciare ad avere il controllo della situazione: tentare di imporre un risultato o un programma di lavoro è controproducente. Chi facilita un convegno Open Space deve avere totale fiducia nelle capacità del gruppo.
  3. Quando comincia è il momento giusto; l’aspetto creativo del metodo. È chiaro che dovranno esserci un inizio ed una fine, ma i processi di apprendimento creativo che avvengono all’interno del gruppo non possono seguire uno schema temporale predefinito. Decidere ad esempio di fare una pausa ad un certo orario può impedire ad un dialogo di avere termine, perdendo così informazioni o idee fondamentali alla realizzazione del progetto.
  4. Quando è finita è finita; se certe volte serve più tempo di quello previsto, altre accade il contrario. Se ad esempio si hanno a disposizione due ore per trattare un certo argomento, ma la discussione si esaurisce più velocemente del previsto, è inutile continuare a ripetersi, molto meglio dedicare il nostro tempo ad altro.
Della seconda:
BarCamp è una nonconferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web.
Nel nostro caso partiamo con una serie di argomenti (presentati volutamente in modo generale) con alcuni moderatori/facilatori che avranno ilo compito di moderare il tavolo. effetti realtà lo spunto parte dai moderatori dei singoli gruppi, ma lo sviluppo (domande, approfondimento, decisioni) sono frutto della partecipazione attiva dei presenti.